Il futuro del calcio italiano? In Cantera
05 ott 2010 Lascia un commento
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Il calcio italiano deve ripartire dai vivai. Dopo il disastroso spettacolo offerto dagli azzurri al Mondiale sudafricano, è questo il leitmotiv che rimbomba nei salotti che contano del calcio nostrano. Oggi in Italia sono in molti a pensare che le società di calcio debbano investire maggiormente sui settori giovanili, per portarli all’altezza di quelli dei grandi club internazionali, dalle Academies inglesi alle canteras spagnole. Sul tema lunedì è intervenuto anche Arrigo Sacchi, coordinatore fresco di nomina delle squadre giovanili azzurre: “In Italia c’è un ambiente eccitato e nervoso e le società puntano su giocatori affermati, mentre scommettere sui giovani vuol dire avere risultati a lungo termine”. L’ex ct della Nazionale ha parlato durante un convegno a Coverciano sull’attività giovanile dei club professionisti, a cui hanno partecipato anche i dirigenti di alcune grandi squadre italiane, a dimostrazione che il tema interessa tutti. Tra le proposte, l’idea di una seconda squadra dove far confluire riserve, giocatori reduci da infortuni e giovani dei vivai, che in questo modo potrebbero prepararsi subito al grande salto in prima squadra. In Italia, in realtà, ci sono club che hanno abbracciato questa filosofia già da qualche anno. Un esempio virtuoso in questo senso è il Genoa, la società guidata dal presidente Enrico Preziosi. Il patron rossoblù, assieme al suo staff, ha investito molto sul settore giovanile, con risultati apprezzabilissimi. Il fiore all’occhiello della società è il Genoa Primavera, che quest’anno ha vinto il Campionato Nazionale e la Supercoppa, battendo in finale il Milan vincitore della Coppa Italia con un secco cinque a zero. Una squadra in cui è cresciuta gente come El Shaarawi, Boakye e Lazarevic, nomi sconosciuti ai più ma seguitissimi dagli addetti ai lavori, under 19 che hanno già esordito in serie A e destinati ad affermarsi ad alti livelli. Del resto, quella di puntare sui giovani è sempre stata una prerogativa anche dell’allenatore della prima squadra del Genoa, Giampiero Gasperini, che, grazie a questa mentalità, ha lanciato delle vere e proprie promesse del calcio italiano, ora richiestissime anche da grandi club internazionali. Sull’onda dell’entusiasmo per i risultati ottenuti, la dirigenza genoana meno di due settimane fa ha inaugurato ufficialmente la sua Cantera. Un nome evocativo, che porta alla mente i vivai dei grandi club spagnoli, come quello del Barcellona o del Real Madrid, capaci di sfornare negli anni campioni del calibro di Raul, Fabregas, Xavi e Iniesta, solo per citarne alcuni. Al di là del piano sportivo, il progetto Cantera punta ad essere una scuola di vita, prima ancora che di calcio, per gli allievi che vi approderanno. Il tutto è in linea con i principi più volte ribaditi dal Presidente della UEFA Michel Platini, che ha auspicato un contenimento del bilancio da parte dei club attraverso maggiori investimenti nella formazione dei giovani. E se la Spagna campione del mondo ha vinto il Mondiale con una squadra formata da giocatori cresciuti nelle canteras di Barcellona e Real Madrid, forse anche in Italia converrà investire di più sulle giovani promesse. Sperando che, un giorno, diventino dei veri e propri patrimoni, per i club e per tutto il calcio italiano.

