Successi per caso
15 set 2010 Lascia un commento
Questa settimana per gli tutti appassionati di videogiochi è tempo di festeggiamenti. SuperMario, il celebre personaggio della Nintendo, ha compiuto 25 anni. Tanto è passato da quando il protagonista del più famoso “platform” della storia, creato dal leggendario game designer Shigeru Miyamoto, ha fatto il suo ingresso nel mondo dei videogames, rivoluzionandolo. Più di quaranta milioni di copie vendute nel mondo, oltre dieci versioni successive del gioco e perfino un film. Questo il bottino raccolto dopo un quarto di secolo dall’eroe del Mushroom Kingdom, impegnato a salvare, livello dopo livello, la principessa Peach dal cattivissmo Bowser. Un personaggio geniale, la cui ideazione fu frutto del caso, dovuta alle modifiche di un videogioco su Braccio di ferro di cui la Nintendo aveva perso la licenza. Il nome Mario gli venne affibiato per la somiglianza con Mario Segale, proprietario della sede americana della Nintendo negli anni ottanta, mentre il look con salopette rossa e maglietta blu fu scelto per definire meglio i movimenti delle braccia, dato il numero limitatissimo di pixel a disposizione.
Rivedere oggi la prima versione bidimensionale del simpatico idraulico italoamericano fa sorridere. La grafica più squadrata di quella di un vecchio telefonino sembra davvero appartenere ad un’altra era, soprattutto se paragonata all’ultimo SuperMario in 3D, presentato l’anno scorso per la NintendoWii.
Anche in casa di un’altra grande società giapponese è tempo di scartare i regali. Sono passati 15 anni, infatti, da quando è stata lanciata sul mercato la più famosa console per videogiochi di sempre, la Playstation. Un marchio talmente famoso che i profani lo usano per denominare qualunque tipo di videogame, e che è stato usato per ribattezzare i giovani degli anni ‘90 come generazione, appunto, “playstation”. Dal 1995 la Sony ne ha venduto più di 370 milioni, guadagnando solo negli Stati Uniti circa 63 miliardi di dollari, l’equivalente del 40% dello share del mercato dei videogiochi americano.
Un successo strepitoso, nato, anche questa volta, in maniera abbastanza casuale. Il prototipo di Playstation, infatti, era un driver CDrom, collegabile al SuperNintendo, ai tempi ancora leader del mercato, che avrebbe permesso di leggere i cd sulla console giapponese. L’accordo tra le due società, però, fallì e Sony decise di produrre una console autonomamente, sfruttando la tecnologia acquisita nel tempo. La Playstation fu da subito un boom, perchè poteva essere usata sia come videogioco che come lettore cd. In più, i costi di produzione dei dischi erano più bassi delle “vecchie” cartucce Nintendo e quelli invenduti potevano essere distribuiti a prezzi estremamente ridotti e concorrenziali rispetto alle altre aziende.
Tutti questi fattori e l’evoluzione tecnologica delle varie versioni hanno determinato una crescita di appassionati nel corso di questi quindici anni, che sembra destinata a non fermarsi più. Almeno fino a quando sul mercato dei videogiochi non irromperà il prossimo grande successo virtuale. Ma sarà, comunque, tutto merito del caso.

