Per trovare altri nove italiani candidati al Pallone d’oro, a questo punto, bisognerà vincere un altro Mondiale. A soli tre anni dalla conquista della coppa più prestigiosa del Mondo, infatti, nella classifica dei pretendenti al Pallone d’Oro 2009, non c’è traccia di calciatori con nazionalità italiana. Non succedeva da ventiquattro anni. In effetti non c’è da stupirsi più di tanto, visto gli scarsi risultati ottenuti in Europa negli ultimi anni dalle squadre de’ noantri, e la conseguente perdita di appeal di un campionato stra-dominato da una squadra più che mai Internazionale, a partire dal nome. Certo, leggendo la lista redatta da prestigiosi giornalisti di tutto il mondo per la rivista France Football un moto di italico orgoglio sorge spontaneo, dato che i nomi stranieri di eterne promesse (come Goucouff), o vecchie glorie (come Giggs) ancora in lizza per il trofeo, hanno scalzato quelli italianissimi di talenti più o meno giovani, ma sicuramente più meritevoli, come Totti, Buffon e Cassano (per citarne alcuni). Consoliamoci pensando che il vincitore di quest’anno, Messi, che verrà annunciato il primo di dicembre, un po’ di sangue azzurro nelle vene ce l’ha, essendo argentino. E che, se alla selezione partecipassero anche gli allenatori, un posto sul podio ad almeno uno dei nostri, tra Capello, Ancelotti o Lippi, non lo negherebbe nessuno. Neanche il più fazioso dei giurati.
cheppalloni d’oro!
Ottobre 19, 2009 di ranxerox3“Rompipallone” di Gene Gnocchi
Ottobre 19, 2009 di ranxerox3Preoccupa Maradona dopo la sfuriata contro i giornalisti accusati di essere anti-argentini. Ieri il Pibe ha fondato “Forza Argentina”
Gruppo Vanger
Ottobre 14, 2009 di ranxerox3Vediamo se riesco ad aumentare la visibilità di questo blog mettendo questo post
Polanski 2
Ottobre 14, 2009 di ranxerox3Rileggendo il mio commento sulla vicenda Polanski devo ammettere che mi sento in dovere di ”correggere il tiro”, come si suol dire. Ho infatti letto il verbale dell’udienza del 1983, in cui viene ascoltata come testimone Samantha Gailey, la ragazzina che ha accusato Roman Polanski di violenza sessuale. Samantha racconta in maniera dettagliata di quel pomeriggio trascorso nella villa di Jack Nicholson in compagnia del regista polacco, che avrebbe abusato di lei in casa, dopo averle scattato delle foto osè in piscina. Non si trattò di un rapporto consumato con violenza fisica, ma mediante plagio. Dal resoconto emerge infatti una subdola manovra del regista per convincere la ragazzina a compiere un atto sessuale chiaramente da lei non gradito, dopo averla drogata. In effetti la testimonianza fa rabbrividire. Tuttavia la cosa più sconvolgente non è tanto la consumazione del rapporto sessuale in sè, quanto la situazione precedente. Il fatto, cioè, che un uomo di quarantanni si sia trovato a trascorrere un intero pomeriggio con una ragazzina scattandole delle foto di nudo ai bordi di una piscina, presumibilmente con la condiscendenza dell’altra donna che era con lui quel pomeriggio, dello stesso proprietario della villa Jack Nickolson e soprattutto, della madre della ragazzina. Quest’ultima, infatti, nonstante fosse cosciente della relazione che legava sua figlia al già famoso regista, non ha mai fatto nulla per ostacolarla (pensava che fossero solo grandi amici?) , salvo intervenire a posteriori, una volta che il delitto era stato consumato, per ottenere un sontuoso risarcimento. Date le premesse, insomma, l’ esito finale era, se non probabile, quantomeno ipotizzabile. Con questo non ritengo che si debba scagionare Polanski da tutta la riprovazione e il disdegno morale che si merita, ma ribadisco la mia precedente opinione sull’ inutilità (sociale) del fatto di sbatterlo in galera per questo episodio dopo più di trent’anni.
Papa
Settembre 30, 2009 di ranxerox3
Roman Polanski
Settembre 30, 2009 di ranxerox3L’arresto in Svizzera di Polansky può essere considerato come un atto legittimo, visto che si basa su una sentenza emessa una trentina di anni fa e tutt’ora valida e che il reato ( senz’altro orrendo) non si è ancora prescritto. E allora come mai si discute tanto se sia giusto applicare effettivamente tale pena nei confronti del celebre regista polacco? Se ne discute perché in questa vicenda sono in ballo una serie di temi che dividono l’opinione pubblica, uno di quei tipici casi in cui il mero diritto si confonde con la morale e la pena giuridica diventa un pretesto per la sanzione più grave, quella cioè dell’opinione pubblica (in questo caso mondiale). E’ giusto, a distanza di più di trent’anni, braccare un regista ormai ultrasettantenne come se fosse un pericoloso criminale, tendendogli un agguato in un’occasione per lui prestigiosa come un premio al Festival del Cinema di Zurigo? Francamente sembra un’inutile cattiveria. Del tutto legittima, sicuramente, ma comunque gratuita. I sostenitori più accaniti di una applicazione certa della pena, fino alla decorrenza dei termini legali, sbotteranno, affermando che il signor Polansky, è un essere umano come tutti gli altri, ed essendosi macchiato di un crimine spregevole come l’atto sessuale con una tredicenne, debba pagare il suo conto con la legge. Tuttavia, penso che si debba considerare che significato ha l’applicazione della pena in questo caso. Ovvero, ci sono due aspetti che non devono essere sottovalutati per capire a fondo il significato di tutta questa polemica. Innanzitutto Polansky è un polacco, ma prima di tutto è un ebreo, che ha vissuto in prima persona il dramma della deportazione nei campi di concentramento, dai quali è riuscito ad uscire vivo, ma profondamente segnato fin dalla sua infanzia. Il signor Polansky, poi, ha diretto (tra gli altri) un film vincitore di un Oscar, “Il pianista”, che tratta proprio del tema dell’olocausto. Non si tratta di dettagli. Il fatto che si stia parlando di un artista di riconosciuta ed affermata fama mondiale, capace di raccontare con rara sensibilità e verità storica temi così importanti socialmente, non può essere considerato un dettaglio, e questo proprio in base ad una argomento prettamente giuridico, cioè quello della funzione della pena. Secondo il diritto penale classico (quello cioè scaturito da un periodo che ha segnato la nascita di un concetto come quello di Stato moderno, il cosiddetto Illuminismo) le funzioni della sanzione penale sono tre: una meramente repressiva, una rieducativa, e l’ultima inibitoria. Ora, penso che nel caso dell’ ultrasettantenne signor Roman Polansky, costretto per trent’anni a calcare unicamente il suolo di Stati che non avrebbero concesso la sua estradizione alla corte americana che lo aveva condannato, e, ripeto: vincitore di un premio oscar con un a pellicola sull’olocausto, nonchè regista di altri film entrati a fare parte della storia del cinema, le prime due funzioni della pena siano state ampiamente realizzate. Stesso discorso per quanto riguarda la terza ed ultima finalità, quella rieducativa (a meno che non salti fuori che Polansky ha sedotto altre ragazzine minorenni negli ultimi anni). Infliggergli questa pena a distanza di così tanto tempo, perciò, mi sembra che abbia l’unica funzione di risollevare l’attenzione mediatica sul tema della pedofilia: eterna fobia di una certa mentalità perbenista, che non esita a puntare retoricamente il dito contro un reato già di per sé abbastanza disgustoso e squallido, senza che ci sia bisogno di concentrarvisi mediaticamente in maniera morbosa, esprimendo giudizi morali superflui (in quanto scontati) contro gli esecutori del reato.
Craft Punk: FuoriSalone Milano 2009
Settembre 22, 2009 di ranxerox3
Presentazione libro”Abbasso Brera; Viva Brera” del giornalista Giulio Signori
Settembre 22, 2009 di ranxerox3http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tgcom&data=2009/09/09&id=31631&from=aggregatore_search
Manifestazione antifascista Milano 25/4/2008
Settembre 22, 2009 di ranxerox3
Muto by Blue
Settembre 22, 2009 di ranxerox3

